Documento Conclusivo del XXVIII Convegno Nazionale di ANMLI “Musei e turismo”

Al termine del convegno odierno di Trento, l’ANMLI, che lo ha ispirato, nel ringraziare quanti vi hanno preso parte, tutti i relatori e i convegnisti, così come tutte le istituzioni presenti, in particolare l’Ente Provinciale di Trento che attraverso la Direzione del Castello del Buonconsiglio, e il suo direttore il Dott. Franco Marzatico, ha fornito tutti gli elementi per la sua realizzazione,
 
 
ha inteso,
 
 
al termine di queste due giornate di proficuo lavoro, di elaborare il presente documento nel quale riprendere le idee guida emerse dal dibattito:
 
 
A1 – E’ motivo di considerazione critica il fatto che nel nostro paese non sussista ancora un progetto o un programma culturale organico che metta in relazione i musei con il turismo.
 
A2 – Posto che da una parte il turismo rappresenta, anche nei tempi di crisi, una voce importante dell’economia nazionale (ed in genere di quella dei paesi avanzati), e dall’altra i musei e le strutture del patrimonio ambientale e monumentale sono una entità considerevole di beni di valore e significato culturale, è doveroso constatare anche come sul piano nazionale il turismo nel nostro Paese abbia lamentato arretramenti, rispetto il quadro internazionale; mentre ai musei continuino ad essere riservate percentuali sempre più ridotte del reddito nazionale.
 
A3 – Stabilita di nuovo come premessa che vocazione precipua e missione costante del museo è quella di essere un pubblico servizio, teso alla conservazione, tutela, conoscenza e promozione dei beni di cui è testimone e depositario, si ritiene che, come soggetto attivo nella società e come protagonista di una parte della funzione educante che la società esprime, e, non solo, anche come attore di una cultura delle identità – etica ed estetica –, possa rappresentare un interlocutore fondamentale per un turismo che intenda qualificarsi come turismo culturale.
 
 
B1 – Fattore principale di questa mancata interrelazione è da riconoscersi nella endemica carenza di programmazione nella quale vivono la società e l’economia nazionale.
 
B2 – In realtà vi sono le premesse affinché il mondo dei musei nella sua espressione locale, territoriale, ambientale, ecc. ed il mondo del turismo e dei turismi possano incontrarsi in un proficuo intreccio di solidarietà e di reciproci intendimenti.
 
B3 – Sta mutando il modo di fare turismo e di fare turismo culturale in particolare. Il soggetto turista è sempre più un viaggiatore dotato di senso critico e della curiosità del visitatore. Pare un turista più vicino a quella sensibilità culturale che proviene dal mondo dei musei, quasi consapevole del ruolo che essi hanno nel campo della formazione e della ricerca.
 
B4 – Alla crescita della consapevolezza dell’importanza strategica dei musei e dei beni culturali per lo sviluppo economico del paese sembra però corrispondere, paradossalmente, una progressiva caduta di considerazione della loro funzione scientifica e conoscitiva – culturale in senso lato – quasi si trattasse di un fatto scontato, di un bene superfluo se non di un trascurabile retaggio del passato.
 
 
C1 – Occorre a questo punto, prendere atto delle rispettive dinamiche ed esigenze, riconoscendo la rilevanza del servizio che i musei rendono ai fini della promozione di una società capace di formare e di formarsi; e con ciò fornire la partecipazione critica delle comunità – come sostiene ICOM International in un documento del Dicembre del 2007 – nella mediazione culturale verso un numero crescente di turisti.
 
C2 – Occorre che si favoriscano la conoscenza e il rispetto  del patrimonio culturale offrendo agli utenti del museo, al pubblico degli studiosi, degli studenti, degli appassionati, degli autori, dei conoscitori, dei turisti infine, la possibilità di una crescita culturale e di soddisfare le curiosità ed il senso di scoperta che stanno alla base del viaggio, mentale o territoriale quale esso sia, e comunque di quel fenomeno che compone parte della mobilità presente che può indurci a pensare ad una comunità futura destinata a un progressivo cammino.
 
C3 – Va compreso – anche da parte delle autorità – come i musei rappresentino una risorsa importante per il turismo culturale in ragione della loro funzione di “mediatori” culturali, di poli “attraenti” l’interesse di chi intende percorrere lo spazio reale e mentale della conoscenza, e interloquire con l’identità di una società o di un territorio, con la storia e le vicende che ne hanno connotato lo stato presente, componendone di fatto la fisionomia culturale e sociale.
È perciò necessario che esse compiano atti significativi a favore dell’economia dei musei.
 
 
D1 – E’ necessario che si compia un grande sforzo teso ad incoraggiare la cooperazione tra musei e istituzioni turistiche,  creando i presupposti in termini di coerenza legislativa tra le due sfere di competenza, in modo da difendere e conoscere i patrimoni e nel contempo a favorire lo sviluppo turistico ed agevolare forme di accesso al bene museale (ciò significa acquisire nuove forze nel campo degli operatori dei beni culturali, compiere interventi strutturali e infrastrutturali tesi ad allargare l’orizzonte dell’offerta, etc.).
 
D2 – Ciò consentirà di meglio percepire il contributo che già storicamente il mondo dei musei rende in virtù del proprio tessuto esteso, denso e diffuso, non solo all’esercizio della conservazione e del presidio del territorio urbano ed extra-urbano, ma soprattutto alla crescita e al mantenimento della domanda e della medesima economia turistica.
 
 
E1 – E’ un concetto ormai riconosciuto come il bene culturale sia unico e non riproducibile.
E’ positivo che ora venga ribadito anche dal mondo degli studi economici.
Il contatto, con il bene, bene simbolico e insieme semioforo, portatore di una specifica identità, la sua conoscenza e la sua difesa, e valorizzazione, rappresentano un momento di alto valore sul piano dell’esperienza e del percorso conoscitivo che appartiene al turista, come all’individuo attivo nel viaggio per e della conoscenza.
 
E2 – Questa unicità – e originalità nell’offerta dei beni culturali – dovrebbe indurre alla creazione di programmi nei quali, nel rispetto della vocazioni e competenze specifiche, questi due mondi collaborino alla creazione di una pianificata politica di sviluppo reciproco, favorendo importanti processi di crescita sociale, socio-economica e socio-culturale.
 
E3 – La stessa percezione del consumo culturale, per quanto rappresenti con i necessari distinguo un processo virtuoso secondo il concetto learning by consuming, sembra scontare pregiudizi che vanno superati in una visione non accademica tra le parti che compongono questo scenario culturale.
 
E4 – D’altro lato sappiamo come alla cultura si attribuisca un forte significato politico nell’ambito dell’affermazione dell’identità locali e non solo.
Paradossalmente, nel cosiddetto immaginario collettivo i musei sembrano a volte connotarsi, insieme ai beni culturali, come risorse da mettere principalmente a reddito. Ma è da una obiettiva valutazione delle differenze di origine delle proprie missioni che può scaturire un rapporto nuovo tra questi mondi e territori di attività.
 
E5 – Intendimenti comuni possono essere: 
- La conoscenza delle identità reciproche sia sul piano territoriale che nazionale ed internazionale.
- La cultura del rispetto e della difesa e conoscenza del patrimonio;
- La possibilità di afferire a nuove risorse utili allo sviluppo e tali da favorire la capacità di valorizzare appieno anche i contenuti e i valori immateriali dei beni culturali;
- La formazione di circuiti virtuosi nei sistemi della cultura e della governance di un territorio.
 
 
F1 – Occorre in questo senso che il museo, senza derogare, anzi incentivando la sua funzione di soggetto “educante”, si apra alle istanze di una comunità più vasta di fruitori, studiando sin da ora tutte le tecniche che in sede di comunicazione, di suggestione e di accoglienza sono da ritenersi efficaci in tal senso.
 
F2 – Una grande importanza va riconosciuta alla realizzazione di reti che tra di loro colloquino e mettano in sinergia su scala territoriale, i soggetti in campo.
Occorre dar vita infatti a reti di musei, o anche a distretti museali, se vogliamo, che siano in grado di elaborare offerte organiche e organizzate di nuovi servizi culturali.
Così occorre che reti informative sul piano turistico interagiscano con le prime, favorendo la informazione presso le potenziali comunità di utenti, elevando il grado di attenzione e i processi percettivi dell’offerta culturale.
 
F3 – Occorre che meglio si compongano le forme di interazione tra i musei e il mondo, a volte e da troppo tempo pericolosamente separato, dei cosiddetti “eventi culturali” – o meglio – delle operazioni espositive temporanee da connotare sul piano della conoscenza e della diffusione della medesima e quindi da intendere come servizio collegato al territorio e al museo, non come singolo ed effimero accadimento finalizzato ora all’immagine ora alla mera politica dei numeri.
Un intreccio tra queste parti del problema, di squisita competenza culturale, potrà agevolare l’offerta in termini di produzione da condividere con il mondo del turismo.
 
F4 – Occorre favorire l’applicazione degli strumenti di mediazione e intermediazione sul piano degli incontri delle culture, agendo perciò sul piano antropologico e linguistico, per abbattere diaframmi che dividono e consentire la lettura del bene culturale, favorendone l’accesso critico a comunità estese della società presente.
Su questo terreno l’obiettivo emergente può essere inteso come obiettivo comune tra il mondo dei musei e quello di chi opera nel mondo dei viaggi, delle comunità, del turismo.
 
F5 – Occorre infine agire sul piano dell’incontro tra gli operatori e i professionisti dei musei da una parte e gli operatori del turismo dall’altra, al fine di creare forme di mediazione, e allo scopo di mettere in atto, sul piano programmatico e organizzativo, tutte le sinergie utili per tracciare un percorso di sviluppo creativo, nella certezza che esso non potrà che avere benefici riflessi sulla società nazionale, riportando alto il contributo del nostro Paese ai processi che interessano il progresso della cultura, delle scienze e dei saperi, nella e per la comunità internazionale.
Siamo consapevoli che questo è ciò che la comunità delle nazioni si attende da tempo dal nostro Paese, l’Italia, per le peculiarità che portano in sé la sua tradizione e la sua storia. E questo è ciò che, come proposta, nei limiti delle sue forze e delle proprie competenze – facendo tesoro dei contributi recati anche e soprattutto in questo convegno – l’ANMLI intende avanzare e avanzerà alla nostra società politica e alla nostra società civile.

A. N. M. L. I. Galleria Comunale d’Arte, Largo Giuseppe Dessì, Giardini Pubblici, 09124 CAGLIARI - Tel. 070/6776459-6777598 fax 070/401846